REGIONALI

Zito, un candidato in movimento

L’esponente pentastellato, in corsa per la rielezione all’Ars, fa il punto sulla lunga campagna elettorale che si concluderà con il rinnovo dell’inquilino del Vermexio
Rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa, quando un certo spaesamento era più che giustificabile, Stefano Zito mostra ora la tranquilla sicurezza di chi sa che ha fatto del suo meglio, partendo da zero, per contribuire in qualche modo al rilancio del territorio di sua competenza. Un territorio purtroppo ancora asservito a logiche che non è esagerato definire ‘dinastiche’, in cui cambiano i personaggi per così dire di facciata ma la sostanza delle cose rimane praticamente uguale e fedele a se stessa, a cominciare dai soliti manovratori. La spallata che i Cinque Stelle stanno cercando di assestare all’intero sistema politico ormai da un buon lustro riacquista slancio proprio in queste ore, in virtù dell’approvazione della nuova legge elettorale – pastrocchio da legulei intriganti e opportunisti, a cui deve pure essere andata di traverso una qualche pandetta, un codicillo o entrambe le cose –, quel Rosatellum che rimanda all’immagine di pseudo-vini in cartone, dunque roba da avvinazzati. Tuttavia, questa legge messa su in fretta e furia per penalizzare soprattutto M5S e Mdp, faccio notare che potrebbe rivelarsi un formidabile spot elettorale specialmente per i grillini, antropologicamente più disposti alla reazione fegatosa, di pancia, come dimostra il rispolvero dell’intero repertorio del Vaffa-day in queste ottobrate romane tutte proteste e slogan. Il cittadino-architetto Stefano Zito né si compiace né dissente, si limita soltanto a fare un cenno come a dire che alla fine uno raccoglie quello che semina, e se a essere seminato è stato il vento, la tempesta o l’accidenti che ne discenderà è pronta lì dietro l’angolo, di Renzi e Berlusconi, ovviamente. “La forza del nostro movimento – afferma Zito –, prima ancora che nell’onestà e nella trasparenza, risiede nel diffuso e condiviso senso di umiltà dei suoi singoli attivisti, forma di coscienza indispensabile per la battaglia di civiltà che stiamo conducendo con successo, e che si traduce nella spinta continua verso un radicale cambio di mentalità. Se non si svelle da ogni mente l’impostazione che ha sinora contraddistinto il modo di interpretare e gestire la cosa pubblica, non si va da nessuna parte”. Una vera e propria rivoluzione culturale, quindi, “che non deve creare illusioni o false aspettative, ma deve via via saper individuare e conquistare ogni concreta occasione del vivere, non del sopravvivere”. Sulle difficoltà incontrate in questo suo primo mandato, Stefano Zito si sofferma solo un attimo sugli impedimenti burocratici che sovente impediscono il fluire spedito dell’attività legislativa e amministrativa, che soltanto una vera, sentita volontà politica può sterilizzare. Saltando a piè pari qualunque previsione circa il risultato del movimento e del suo personale, la parte finale della chiacchierata si rifà a ciò che potrà essere la corsa al rinnovo dell’amministrazione di Siracusa, in programma nella prossima primavera, e l’orientamento pentastellato per la conquista della guida della città. “Intanto dico subito che non è assolutamente certo che designeremo il nostro candidato-sindaco attraverso le ‘comunarie’. Dopotutto, in città come Torino, Livorno o nella stessa Parma del primo Pizzarotti non se ne sono tenute. Gli elementi dirimenti in tal senso sono la qualità e l’esperienza del gruppo di cittadini-attivisti che operano nel territorio: quanto più di alto e riconosciuto profilo sono queste fondamentali caratteristiche, tanto più bassa sarà la probabilità di attivare il meccanismo delle consultazioni online per stabilire il candidato a sindaco”. di JOSE MANTINEO
di JOSE MANTINEO

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